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La cittą di Tiriolo in provincia di Catanzaro

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La cittą di Tiriolo

Piccolo centro sulle pendici della Sila Piccola, suggestivi i vicoli e le stradine che contornano la città, chiamata città dei due mari per il panorama che dal vicino monne Tiriolo abbraccia il paesaggio del mar Jonio e del mar Tirreno.
Nel IV secolo a.C. il paese conobbe il massimo splendore sotto i Bretti, e dopo sotto i romani.
A Tiriolo fu trovata la tavoletta romana con inciso il decreto del Senato-Consulto del 186 a.C.


mappa di tiriolo

Informazioni su Tiriolo

I Normanni, una volta conquistato, edificarono una basilica e ricostruirono il castello. Nel ‘300 passò sotto il controllo dei Ruffo quindi dei Carafa e infine dei Cigala-Doria.
Da visitare i palazzi con importanti portali. Il centro è costituito dalla ‘lairta’, dove erano collocate le botteghe. Si possono visitare i ruderi del Castello S.Angelo, e della Chiesa di Santa Maria della neve. Suggestiva la Chiesa di S.Maria delle Grazie, ex convento dei domenicani, il Palazzo dei Cigala-Doria, il Palazzo Alemanni. Viene ancora praticata la tessitura degli scialli tipici, a fondo scuro con strisce bianche.

Antiquarium Comunale

Istituito nel 1985, il Museo occupa due sale. I reperti che si trovano all’interno abbracciano un arco di tempo che va dall’età storica fino al medioevo.
Parecchi reperti sono stati donati dai cittadini e altri rinvenuti da scavi archeologici.
La prima sala espone manufatti litici riferiti sia alla frequentazione neolitica che a quella dell’età dei Metalli.
Oggetti provenienti dall’età del Bronzo e del Ferro, asce, aghi,chiodi.
Sono presenti anche documenti provenienti da necropoli.
Molto più consistente è la frequentazione relativa alla cultura brettia .
Tra i reperti si trovano due anse bronzee, un elmo a calotta, a questo periodo risalgono deiu documenti che testimoniano l’uso della scrittura delle popolazioni che abitarono il posto, frammenti di una lamina plumbea contenente un testo osco scritto in caratteri greci, maledizioni contro una donna e contro i giudici che avevano preso le sue parti in un processo.
Rinvenuta nel 1640 dal principe Cigala, una tavola bronzea del Senatus Consultum de Bacchanalibus, il testo vietava i culti bacchici, offerta in dono all’imperatore Carlo VI.
Nella seconda sala si trovano contenitori in terracotta per il grano, un fregio in pietra calcarea di età arcaica, piatti di colore giallo, decorati con motivi vegetali.
E’ in allestimento una nuova sezione riguardante i costumi tradizionali, il Museo è destinato ad ingrandirsi.



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